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Tutto su i vampiri – l'AlterBlog

COS’È UN VAMPIRO

29.10.2011 (11:38 am) – Filed under: Senza categoria

Vampiro”
è un termine che deriva dal serbo-croato. Nel 1897 lo scrittore Bram Stoker
pubblicò la storia del famoso vampiro Dracula, collocandolo in Transilvania per
rispettare l’origine centro-europea della tematica
vampirica.

Il
personaggio fu liberamente ispirato a Vlad III di Valacchia, detto “Tzepes”
(l’impalatore) noto per aver fatto impalare decine di migliaia di persone. Era
noto anche col soprannome di “Draculaea”, da cui poi discese il nome
“Dracula”.

Canini lunghi, pelle bianca come il marmo e una forte dose di sensualità sono le
caratteristiche del vampiro. Si crede che essi odino l’aglio ed i crocifissi,
che possano diventare pipistrelli, fumo, che gli specchi non riflettano la loro
immagine e che possano essere fermati solo piantando nel loro cuore un paletto
di legno di frassino, decapitandoli o bruciandoli. In realtà, di leggende sui
“non-morti”, se ne trovano già nel XII secolo ed in ogni cultura e
tradizione.
Nell’antichità venivano fatte periodiche offerte
alimentari per saziare la fame dei vampiri. Talvolta le provviste venivano
chiuse direttamente nelle tombe.

Ci sono varie testimonianze sul fatto che queste venissero davvero
utilizzate. Ne è un esempio il trattato “DE MASTICATIONE MORTUOREM IN TUMULIS”,
DI M. Raufft, riguardante l’attività manducatoria nei sepolcri. Fin dall’epoca
dei romani, presso le tribù barbariche germaniche, era usanza sotterrare i morti
con le membra legate con dei lacci (numerose sono le testimonianze
archeologiche), perché anche presso questi popoli era diffusa l’idea che il
morto potesse ridestarsi dal suo sonno e ritornare tra i vivi per
vendicarsi.

      La tipologia del non-morto varia da popolo a popolo, e
il nome ha diverse varianti.  “Mjertovjec” è il vampiro nella Piccola Russia,
“Upir” quello polacco, “Vrukolaka” quello rumeno, greco e morlacco. Per i serbi
è detto “Vurdalak”, per gli albanesi “Sampir”, per i bulgari
“Norferat”… 
In
“Carmilla”, del 1870, lo scrittore Sheridan Le Fanu traccia il ritratto di una
giovane vampira bellissima e misteriosa, che alla fine del racconto si rivela
una contessa deceduta da tempo. Fu quest’opera a spingere Bram Stoker a fare
ricerche per il suo Dracula.

Come è noto, i vampiri succhiano il sangue delle persone per rigenerarsi.
Fin dall’antichità infatti, il sangue è stato visto come un liquido
rigeneratore, capace di ridare energia fisica e la bellezza del corpo nella
vecchiaia. Molte erano le persone che in passato usavano fare bagni in vasche di
sangue per questi motivi. La più nota è la contessa ungherese Erzbeth Bathory
del XVIII secolo, la quale era solita torturare le sue ancelle e fare bagni
ristoratrici nel loro sangue. Anche lei (personaggio realmente esistito) può
essere considerata in un certo senso una vampira.
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